Un annuncio per la vendita di un motore Mercedes usato, un pagamento anticipato e poi l’irreperibilità della venditrice. È la vicenda ricostruita dai Carabinieri della Stazione di Amatrice, che hanno denunciato in stato di libertà una 30enne italiana, già nota alle forze dell’ordine, con l’accusa di truffa.
L’indagine è partita dalla denuncia presentata da un cittadino del territorio reatino, che si è rivolto ai militari dopo aver effettuato un acquisto attraverso un sito di e-commerce. Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe pubblicato un falso annuncio relativo a un motore Mercedes usato, facendo ritenere all’acquirente che il componente fosse realmente disponibile.
Il pagamento da 1.500 euro
Ad attirare l’attenzione della vittima sarebbe stato il prezzo particolarmente conveniente. Dopo aver contattato la venditrice per ottenere ulteriori informazioni, l’acquirente avrebbe deciso di procedere con la compravendita e ha quindi effettuato un bonifico bancario di 1.500 euro in favore della donna.
Dopo aver ricevuto il denaro, però, la venditrice sarebbe diventata irreperibile e il motore non sarebbe mai stato consegnato. Di fronte al mancato invio del prodotto, il cittadino ha raccolto la documentazione relativa alla trattativa e ha presentato denuncia ai Carabinieri.
Gli accertamenti dei Carabinieri
I militari della Stazione di Amatrice hanno avviato gli accertamenti, concentrandosi anche sugli elementi telematici collegati alla compravendita. Gli approfondimenti, secondo quanto riferito dall’Arma, hanno permesso di identificare la presunta autrice del raggiro, che è stata successivamente deferita in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti.
Il caso richiama l’attenzione sui rischi degli acquisti attraverso piattaforme online, soprattutto quando vengono proposti beni a prezzi molto inferiori rispetto alle attese. Prima di effettuare un pagamento, è consigliabile verificare l’affidabilità del venditore e conservare ogni elemento della trattativa, dalle schermate dell’annuncio alla cronologia delle conversazioni, fino alle ricevute e alle contabili bancarie.
In caso di raggiro, l’invito degli investigatori è a denunciare tempestivamente, mettendo a disposizione tutte le informazioni utili per ricostruire la transazione. Come precisato dall’Arma, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e ogni eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata dall’autorità giudiziaria.