Una segnalazione proveniente da Amatrice riporta al centro le difficoltà delle attività commerciali che, dopo il terremoto, hanno scelto di restare e continuare a investire sul territorio. A scrivere è una donna che affianca il padre nella gestione di un’impresa familiare attiva da oltre 60 anni, avviata dai genitori partendo da zero.
La famiglia, nonostante l’età avanzata del titolare, ha deciso di riaprire dopo il sisma e di proseguire il lavoro nella cittadina. Il padre, nato nel 1936, continua a occuparsi dell’attività insieme alla figlia. Il negozio vende arredamento per la casa e altri articoli, ma il contesto economico resta particolarmente complesso.
Le difficoltà dopo il terremoto
Secondo quanto riferito nella segnalazione, il commercio ad Amatrice risente della lentezza della ricostruzione e dello spopolamento. Le abitazioni da arredare sarebbero ancora poche, mentre molte persone si sono trasferite altrove. In queste condizioni, mantenere aperta un’attività è difficile, ma la famiglia afferma di aver continuato a farlo per senso di appartenenza e per orgoglio.
A suscitare amarezza è stata ora l’assegnazione di un locale a un nuovo operatore del settore, proveniente da Rieti. La lettrice riferisce che la persona avrebbe già fornito arredi per ufficio al Comune e che sarebbe intenzionata ad aprire un negozio di arredamenti, entrando così in concorrenza con l’attività già presente.
La richiesta all’amministrazione
La segnalazione rivolge quindi una domanda all’Amministrazione comunale: in una situazione considerata particolarmente vulnerabile, l’ente non dovrebbe tutelare le attività già esistenti? La proposta avanzata è quella di predisporre bandi orientati all’apertura di esercizi con caratteristiche differenti da quelle delle imprese già operative.
Lo sfogo si conclude con la denuncia di un clima di scoraggiamento e con il timore che la situazione possa spingere la famiglia ad arrendersi. La vicenda riguarda così il difficile equilibrio tra la possibilità di avviare nuove iniziative commerciali e la necessità di sostenere chi, dopo il terremoto, ha scelto di rimanere e continuare a lavorare ad Amatrice. RietiLife ha comunicato la propria disponibilità a raccogliere eventuali repliche all’indirizzo email indicato nella segnalazione.