A dieci anni dalle scosse del 24 agosto 2016, che colpirono Amatrice, Accumoli e il territorio del Reatino, la ricostruzione resta legata anche alle condizioni di lavoro nei cantieri. A richiamare l’attenzione su questo aspetto è la Filca Cisl Lazio Nord, il sindacato degli edili, che rivendica il ruolo svolto nel cratere per sostenere legalità, regolarità contrattuale e tutela della sicurezza.
Secondo l’organizzazione, il territorio è stato trasformato nel più grande cantiere d’Europa e la protezione dei lavoratori ha costituito un presidio sociale per una comunità ancora segnata dal sisma. Sin dai giorni successivi all’emergenza, la Filca Cisl Lazio Nord afferma di avere mantenuto una presenza costante nei luoghi della ricostruzione, con l’obiettivo di accompagnare il ripristino degli edifici al rispetto delle norme e della dignità professionale.
Protocolli e tracciamento nei cantieri
Tra le iniziative indicate dal sindacato figurano proposte e accordi con istituzioni locali, prefetture e struttura commissariale. Un ruolo centrale viene attribuito ai protocolli di legalità, pensati per prevenire le infiltrazioni criminali e contrastare il dumping contrattuale, cioè la riduzione dei costi ottenuta attraverso condizioni di lavoro e trattamenti economici inferiori.
La Filca Cisl Lazio Nord richiama inoltre l’introduzione del badge di cantiere, una tessera identificativa dotata di codice che consente di registrare le presenze nei cantieri della ricostruzione. Per il sindacato, lo strumento permette di verificare la regolarità contributiva, la formazione degli operai e la presenza effettiva delle maestranze, offrendo un controllo sulle catene dei subappalti e sulle condizioni di accesso alle aree di lavoro.
Le criticità ancora da affrontare
La richiesta di accelerare l’apertura e la conclusione dei cantieri, osserva l’organizzazione, non deve tradursi in un arretramento delle tutele. La velocità della ricostruzione, sostiene la Filca, deve procedere insieme a legalità e sicurezza, senza deroghe capaci di indebolire la protezione della salute e della vita di chi lavora nei cantieri.
Nel cratere, secondo il sindacato, permangono zone grigie legate a lavoro nero o irregolare, frammentazione dei subappalti e mancata applicazione del Contratto collettivo nazionale dell’edilizia. Per ridurre questi rischi viene chiesto di rafforzare i controlli a monte, con particolare attenzione alle filiere dei subappalti e ai distacchi societari, considerati passaggi esposti a irregolarità e forme di dumping sociale.
Un ulteriore problema riguarda l’applicazione, ad alcune maestranze provenienti anche da fuori regione o dall’estero, di contratti non pertinenti al settore edile. Il sindacato segnala il ricorso a contratti del commercio o dei servizi con l’obiettivo di contenere i costi. Secondo la Filca, questa pratica priva i lavoratori delle tutele della Cassa Edile, della formazione specifica e dei dispositivi di protezione individuale adeguati alle lavorazioni più rischiose.
Nel decennale del terremoto, la Filca Cisl Lazio Nord definisce quindi la ricostruzione anche come un banco di prova per istituzioni e parti sociali. L’obiettivo indicato è chiudere gli spazi per chi specula sulla tragedia e fare in modo che i lavori ad Amatrice e nel territorio colpito siano realizzati nel rispetto delle regole, della sicurezza e dei diritti degli addetti.