Anniversario e memoria

Messa per le vittime del sisma con il cardinale Zuppi

A dieci anni dalla scossa, familiari, soccorritori e istituzioni si sono riuniti al Campo Paride Tilesi.

Messa per le vittime del sisma con il cardinale Zuppi

Dieci anni dopo la notte che ha segnato la storia della comunità, Amatrice ha ricordato le vittime del terremoto del 24 agosto 2016. Al Campo Paride Tilesi si sono riuniti familiari, cittadini, soccorritori e rappresentanti delle istituzioni per una celebrazione segnata dal dolore, dal raccoglimento e dalla volontà di non interrompere il percorso della memoria.

La Santa Messa è stata presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e concelebrata dal vescovo di Rieti Vito Piccinonna. La cerimonia ha rappresentato un momento di vicinanza per una popolazione che, a dieci anni dal sisma, continua a confrontarsi con il lungo e complesso cammino della ricostruzione materiale e spirituale.

La vicinanza della Chiesa

Nel corso della celebrazione, il vescovo Piccinonna ha rivolto un ringraziamento particolare al cardinale Zuppi per la sua presenza. Il presule ha sottolineato il significato della vicinanza della Chiesa alla popolazione, definendola il segno di una comunità ecclesiale capace di farsi prossima, di non dimenticare e di accompagnare chi continua a vivere le conseguenze del terremoto.

Piccinonna ha ricordato i passi lunghi e faticosi affrontati dagli abitanti, evidenziando come la presenza del cardinale costituisca un gesto di sostegno per quanti sono ancora impegnati nella ricostruzione dei luoghi e delle proprie esistenze. Alla celebrazione hanno partecipato anche i familiari delle vittime, insieme a coloro che quella notte prestarono soccorso.

Il ricordo nell’ora della scossa

Nell’omelia, Zuppi ha richiamato il momento in cui la comunità si è ritrovata nella notte, nell’ora esatta della scossa, per ricordare le persone scomparse. Il cardinale ha spiegato che la celebrazione era iniziata idealmente già allora, perché il ricordo e la preghiera condivisi consentono di affrontare insieme una sofferenza che continua a segnare la vita degli abitanti.

Il porporato ha insistito sul valore della condivisione, osservando che le gioie condivise sono più abbondanti e che, allo stesso modo, le sofferenze condivise diventano più lievi. Nel corso della funzione ha quindi invitato i presenti a pregare insieme a chi non c’è più, mantenendo vivo il legame tra la comunità e le vittime.

Richiamando il significato del luogo della celebrazione e della memoria, il cardinale ha inoltre proposto una riflessione sul rapporto tra terra e cielo, e sul legame tra la dimensione spirituale, i cuori e la vita quotidiana. Nel giorno del decimo anniversario, la comunità ha così rinnovato il proprio abbraccio alle vittime del terremoto, alle loro famiglie e a tutti coloro che persero case, affetti e certezze.