Ad Amatrice si apre un confronto sul programma delle celebrazioni per il decimo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016. Il Comitato Amatrice e Frazioni contesta le modalità organizzative previste per la ricorrenza, con particolare riferimento agli inviti rivolti alle autorità e allo spostamento dell’orario della Santa Messa, tradizionalmente celebrata nella mattinata.
Secondo il Comitato, la commemorazione rischierebbe di trasformarsi in una passerella istituzionale. L’associazione rileva una differenza rispetto all’anno precedente, quando il Comune non aveva invitato rappresentanti istituzionali, e critica l’attuale programma, definito come uno show con inviti, locandine e requiem. Nel mirino c’è soprattutto la presenza annunciata del Presidente del Consiglio e del Presidente della Regione Lazio.
La contestazione del Comitato
Il cambio di orario della celebrazione religiosa viene considerato dal Comitato una scelta legata alle agende delle autorità in arrivo. Amatrice e Frazioni sostiene che le famiglie delle 299 vittime non abbiano bisogno di modifiche dettate da esigenze politiche e chiede che la commemorazione mantenga al centro il ricordo delle persone scomparse. L’associazione collega inoltre l’impostazione delle iniziative alle vicine elezioni e invoca rispetto, dignità e continuità.
Nel dibattito è intervenuto anche il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, con precisazioni sul rapporto diffuso da ActionAid in vista del decennale della ricostruzione. La Struttura commissariale afferma di condividere la richiesta di dati aperti, completi e verificabili e ricorda di avere trasmesso il 21 luglio 2026 un dataset completo di codici CUP e identificativi.
I dati sulla ricostruzione
La Struttura contesta però l’interpretazione secondo cui due opere pubbliche su tre avrebbero il cantiere ancora fermo. La valutazione di ActionAid, sostiene il commissario, sarebbe stata costruita su dati aggiornati al 30 aprile 2025 e includerebbe tra gli interventi non partiti anche quelli in progettazione avanzata, con progetto esecutivo approvato e gara già avviata.
Secondo il Rapporto sulla ricostruzione 2026, al 30 aprile 2026 la programmazione pubblica comprendeva 3.667 interventi per oltre 4,85 miliardi di euro. Le opere con lavori in corso o concluse erano circa il 40%, contro il 34,4% dell’anno precedente, mentre gli interventi non ancora avviati erano scesi al 2,5%. La Struttura sottolinea inoltre l’aumento dei cantieri aperti e delle opere arrivate alla fine dei lavori o al collaudo.
Nel territorio di Amatrice risultavano in fase di esecuzione l’Ospedale, il Centro di formazione professionale Alberghiero e il Municipio Palazzo del Reggimento. I sottoservizi del centro storico erano indicati come conclusi, mentre l’Istituto R. Capranica risultava in fase di collaudo. La ricostruzione privata, sempre secondo i dati commissariali, contava 23.361 cantieri autorizzati, con 14.968 interventi conclusi e 8.393 ancora in corso.
Castelli sostiene che il processo debba essere valutato nel suo complesso, comprendendo anche il sostegno alle imprese e gli effetti su reddito e occupazione. La Struttura riconosce che il percorso resta lungo, ma ritiene che i dati più aggiornati mostrino un’accelerazione concreta. Il confronto con ActionAid resta quindi aperto, mentre sul territorio prosegue la discussione su tempi, trasparenza e modalità con cui accompagnare il decennale del sisma.