Una segnalazione è stata presentata da Gianluca Mancini, residente nella frazione di Sant’Elia Reatino, nel territorio di Rieti, per un episodio legato alla consegna di un pacco avvenuto il 25 agosto. Il destinatario riferisce che la spedizione sarebbe stata affidata a un addetto di un distributore di carburante senza che lui avesse espresso il proprio consenso.
Mancini precisa di voler mantenere un atteggiamento rispettoso nei confronti degli operatori di Poste Italiane, riconoscendo la professionalità di chi ogni giorno si occupa della distribuzione di lettere e pacchi. La contestazione, spiega, riguarda esclusivamente le modalità con cui sarebbe stata gestita la sua consegna.
Le telefonate e il messaggio non letti
Secondo il racconto del residente, la postina avrebbe provato a contattarlo due volte sul telefono cellulare. Mancini non avrebbe però risposto perché stava riposando dopo un turno di notte. Sul dispositivo sarebbe arrivato anche un messaggio con la richiesta di autorizzare il deposito del pacco presso il distributore Shell della zona di Piani Sant’Elia, conosciuta come Macelletto.
Il destinatario riferisce di non aver letto neppure quel messaggio e di non aver quindi fornito alcuna conferma. Nonostante l’assenza di una risposta, sempre secondo la segnalazione, la postina avrebbe consegnato la spedizione a un dipendente del distributore, invece di effettuare la consegna all’indirizzo indicato.
La preoccupazione per il contenuto
L’episodio ha suscitato la preoccupazione di Mancini soprattutto per il contenuto della spedizione. Nel pacco, spiega, c’erano prodotti già pagati che avrebbero potuto andare dispersi, con conseguenze economiche e ulteriori perdite di tempo. Il residente teme inoltre che la confezione potesse essere smarrita o aperta da persone estranee.
Da qui la richiesta di chiarimenti sulle modalità del servizio: il destinatario sottolinea di aver sostenuto un costo di spedizione proprio per ricevere il pacco a domicilio e si domanda per quale ragione la consegna sia stata effettuata in un luogo diverso, senza una sua autorizzazione esplicita.
A evitare che la spedizione restasse incustodita sarebbe stato lo stesso dipendente del distributore. L’uomo, secondo quanto riferito, ha contattato telefonicamente Mancini per informarlo della presenza del pacco e consentirgli di recuperarlo. Il residente lo ringrazia per la disponibilità e per averlo avvisato della situazione.
La segnalazione viene ora affidata all’attenzione di Poste Italiane. L’auspicio espresso da Mancini è che episodi analoghi non si ripetano e che le consegne siano effettuate nel rispetto delle procedure previste e della volontà del destinatario.