Analisi territoriale

Rieti, gli eventi non bastano a rilanciare il turismo

I dati provinciali mostrano presenze ridotte e soggiorni sempre più brevi, mentre si chiede una strategia condivisa tra enti e operatori.

Rieti, gli eventi non bastano a rilanciare il turismo

Con la Fiera mondiale del peperoncino si è chiusa una lunga stagione di iniziative che ha animato Rieti e il territorio provinciale. Per dieci giorni la manifestazione ha concentrato spettacoli, musica, enogastronomia, esibizioni, visite istituzionali e convegni, riportando il capoluogo al centro dell’attenzione. La riqualificazione di alcune aree del centro storico, sostenuta da finanziamenti pubblici, ha inoltre consentito alla città di presentarsi in condizioni migliori.

In attesa dei dati ufficiali sull’ultima edizione, la festa viene considerata un appuntamento ormai rilevante per l’economia locale e per il comparto dell’accoglienza. Non sono mancate le polemiche, ma il tema centrale resta la capacità di trasformare l’afflusso legato ai grandi eventi in una presenza turistica stabile. L’obiettivo del riconoscimento di Città turistica, perseguito dalle amministrazioni che si sono succedute, richiede infatti risultati strutturali e non soltanto picchi concentrati in determinati periodi dell’anno.

Un territorio ancora ai margini dei flussi

L’andamento dell’ultimo decennio descrive una situazione complessa. Da una parte la città e la provincia faticano a inserirsi nei circuiti del turismo di massa; dall’altra registrano segnali di vivacità soprattutto in occasione delle manifestazioni più importanti. Dopo il terremoto del Centro Italia, l’area ha risentito anche dell’impatto indiretto sulla percezione della sicurezza. Tra il 2014 e il 2017 le presenze complessive sono diminuite di oltre il 25 per cento, mentre nel 2017 gli arrivi in provincia si sono fermati a 52.498.

Secondo i dati Istat pubblicati nel 2026 e riferiti all’anno precedente, la provincia di Rieti risulta la quinta meno visitata d’Italia, davanti soltanto a Enna, Lodi, Benevento e Isernia. Nel 2025 sono stati registrati 76.142 arrivi e 198.989 presenze nell’intero territorio provinciale, pari allo 0,4 per cento dei flussi del Lazio. Il dato è stato elaborato da Open Rieti e arriva nonostante l’effetto di richiamo collegato al Giubileo.

Nel solo comune capoluogo, gli arrivi del 2025 sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, attestandosi intorno a 29.300. I pernottamenti, però, sono diminuiti del 4,2 per cento, scendendo a 54.598. Numeri che indicano una permanenza più breve e visite concentrate in modalità mordi e fuggi, con ricadute più limitate su alberghi, ristoranti e attività commerciali.

La necessità di una programmazione condivisa

Per invertire la tendenza, la proposta è mettere in rete iniziative già consolidate e sviluppare una pianificazione comune tra istituzioni e operatori privati. Festa del Sole, Giugno Antoniano, Fiera del Peperoncino e manifestazioni sportive potrebbero essere valorizzate attraverso un calendario coordinato, capace di ridurre sovrapposizioni e dispersioni. Tra gli appuntamenti recenti vengono citati anche gli europei Under 18 di atletica e i mondiali di wakeboard.

Un caso emblematico è stato il contemporaneo svolgimento del concerto dei Negramaro allo stadio e dello Scopigno Cup. La manifestazione calcistica giovanile è stata trasferita a Roma, con conseguenze per l’organizzazione e per l’indotto. Per contrastare il calo, viene indicata anche la necessità di campagne promozionali più efficaci e di iniziative in grado di rendere il centro cittadino attrattivo durante tutto l’anno, non soltanto nei fine settimana o durante i grandi appuntamenti.

Terminata la stagione della Fiera del peperoncino, restano però le criticità strutturali: il commercio in difficoltà, la chiusura di numerosi negozi, i problemi legati al piano parcheggi e la perdita di residenti verso altri comuni. A questi elementi si aggiungono il tema della sicurezza urbana e la crisi di comparti come artigianato, industria e agricoltura, con la conseguente perdita di posti di lavoro e attività produttive. Il quadro complessivo, sostenuto dai dati disponibili, mostra quindi che per il rilancio di Rieti non sono sufficienti i grandi eventi, ma serve una strategia continuativa per il territorio.