Ater Rieti ha concluso l’acquisto dell’immobile di via Moisè di Gaio 2, conosciuto come ex Hotel President, con l’obiettivo di destinarlo all’accoglienza di studenti universitari fuori sede. L’operazione è stata formalizzata il 5 ottobre dal presidente Luigi Gerbino e dal direttore Stefano Beccarini.
La struttura dovrebbe mettere a disposizione 42 posti letto per gli studenti in possesso dei requisiti previsti dal bando. L’iniziativa nasce nel contesto della difficoltà crescente nel reperire alloggi a prezzi sostenibili, legata alla disponibilità ridotta di abitazioni e alla trasformazione di parte dell’offerta in locazioni brevi o strutture ricettive.
Un immobile vicino ai servizi
L’ex albergo si sviluppa su quattro piani e dispone di un giardino di pertinenza esclusiva. Secondo quanto riferito da Ater, la posizione, vicina al centro storico e non lontana dalla stazione ferroviaria, consentirà agli assegnatari di raggiungere più agevolmente i servizi cittadini, le aule studio, la biblioteca e le sedi dei corsi della Sabina Universitas e dell’Unitus.
Per il presidente Gerbino, il recupero dell’edificio rappresenta un modo per riutilizzare una struttura in disuso e rafforzare la rete di servizi a sostegno degli universitari. L’obiettivo dichiarato è favorire condizioni abitative più adeguate per chi sceglie di studiare a Rieti, contribuendo anche ai processi di rinnovamento urbano e alla vita economica, sociale e culturale della città.
Il collegamento con il futuro campus
Il direttore Beccarini ha sottolineato che l’immobile permetterà agli studenti di vivere fuori casa in spazi ritenuti funzionali al percorso universitario. L’assegnazione degli alloggi sarà regolata da un bando e sarà riservata a chi rispetterà le condizioni previste.
L’iniziativa viene inoltre inserita da Ater in una strategia più ampia di contrasto all’emergenza abitativa, con interventi orientati a produrre benefici sociali e ambientali. Tra gli sviluppi indicati dall’ente figura la possibile riqualificazione dell’ex Ospedale di Rieti, destinata alla realizzazione di un campus universitario. In questo quadro, l’aumento dei posti disponibili viene considerato uno strumento per attrarre nuovi studenti fuori sede e sostenere la crescita dell’offerta universitaria locale.