Bene storico

Dopo 50 anni riapre Sant’Antonio Abate a Rieti

Il complesso dell’Ospedale Vecchio ospita il primo accesso guidato nel cantiere, con lavori di recupero in corso.

Dopo 50 anni riapre Sant’Antonio Abate a Rieti

Dopo oltre 50 anni di chiusura, la chiesa di Sant’Antonio Abate, parte del complesso dell’Ospedale Vecchio di Rieti, tornerà accessibile al pubblico con un’apertura straordinaria organizzata dal Gruppo FAI locale. L’iniziativa, autorizzata dalla Soprintendenza e realizzata in collaborazione con il Comune, consentirà di visitare l’edificio mentre sono ancora in corso gli interventi di recupero.

La visita nel cantiere

L’appuntamento è fissato per il 18 settembre 2026, in via del Vignola, all’angolo con via Centurioni. Le visite si svolgeranno dalle 14.30 alle 17, con partenze ogni 30 minuti e ultimo gruppo alle 17. La durata prevista è di circa mezz’ora, mentre ogni gruppo potrà essere composto da un massimo di 10 persone. Non è richiesta la prenotazione.

Per partecipare è previsto un contributo di 3 euro, mentre l’ingresso sarà gratuito per i bambini fino a 12 anni. Durante l’apertura sarà possibile anche iscriversi al FAI o rinnovare la tessera. L’accesso avverrà in un ambiente di cantiere: i visitatori dovranno quindi indossare scarpe chiuse, stabili e adatte al transito, preferibilmente con suola antiscivolo. Per entrare nella chiesa è inoltre necessario salire alcuni gradini e i minori dovranno essere accompagnati e sorvegliati costantemente da un adulto.

Il recupero dell’edificio

La chiesa era stata inserita nel progetto Luoghi del Cuore del FAI durante il censimento nazionale del 2020, ottenendo 5.515 voti. Le segnalazioni dei cittadini hanno contribuito ad avviare gli interventi promossi dalla Regione Lazio sull’intero complesso dell’Ospedale Vecchio. Sulla struttura sono già stati eseguiti lavori di pulizia della facciata, restauro del portale ligneo, sistemazione della pavimentazione e consolidamento degli spazi interni.

Il percorso di recupero riguarda anche le conseguenze dei terremoti e prevede ulteriori lavori, seguiti dalla Soprintendenza, con una durata stimata di circa un anno. Gli interventi interesseranno l’altare maggiore e la navata centrale, oltre a una prima pulitura delle sei cappelle laterali, dove sono presenti testimonianze di affreschi e stucchi risalenti al Seicento e al Settecento. Sono state inoltre svolte indagini sulle strutture portanti, sui terrapieni e sulle cripte a sostegno della chiesa.

Secondo quanto riferito dall’assessora alla Cultura del Comune di Rieti, Letizia Rosati, l’edificio fu progettato dal Vignola nel 1570 ed è l’unico monumento cittadino del quale sia documentata con certezza la firma dell’architetto. L’apertura del 18 settembre sarà la prima di tre iniziative previste nell’anno di Capitale della Cultura. La chiesa rientra nel più ampio progetto di trasformazione dell’Ospedale Vecchio in campus universitario della Sapienza, inserito nella strategia di rigenerazione urbana della città.