Tensioni lavorative

Cobas diffida SDS Srl e Asl per ritardi nei pagamenti degli stipendi

Il sindacato COBAS chiede la regolarizzazione degli stipendi dei lavoratori in appalto, in ritardo da giugno.

Cobas diffida SDS Srl e Asl per ritardi nei pagamenti degli stipendi

Nuove tensioni si registrano nel settore dei servizi in appalto all’interno delle strutture sanitarie. La società SDS Srl, che ha recentemente assunto la gestione dell’appalto, è al centro delle proteste dei lavoratori per il mancato pagamento degli stipendi relativi al mese di giugno 2026 e per la mancata consegna delle buste paga nei termini previsti.

Il COBAS del Lavoro Privato ha inviato una formale diffida e messa in mora alla società e agli enti committenti, tra cui ASL Roma 2, ASL Rieti, Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO), Ospedale Sant’Andrea e Policlinico Umberto I, richiedendo l’immediata regolarizzazione delle retribuzioni.

Nella nota, datata 17 luglio, il sindacato sottolinea che, ad oggi, ai lavoratori impegnati nei servizi in appalto non sono state ancora corrisposte le retribuzioni di giugno né consegnate le relative buste paga. Il COBAS ricorda che il contratto collettivo prevede la corresponsione dello stipendio entro la fine del mese di riferimento e mette in evidenza come il protrarsi del ritardo stia causando gravi difficoltà economiche ai dipendenti e alle loro famiglie.

«È inaccettabile che un’azienda appena subentrata nell’appalto non rispetti fin da subito le scadenze retributive previste dal contratto», denuncia il sindacato. Il COBAS richiama anche le aziende sanitarie e ospedaliere alle proprie responsabilità, evidenziando che, pur non essendo i diretti datori di lavoro, beneficiano quotidianamente del servizio svolto dagli operatori e sono tenute a vigilare sul rispetto degli obblighi contrattuali da parte delle aziende appaltatrici, affinché stipendi e diritti dei lavoratori siano garantiti senza ritardi.

Con la diffida, il sindacato invita la società e gli enti coinvolti a provvedere con urgenza al pagamento delle spettanze, riservandosi, in caso di mancato riscontro, di intraprendere ogni iniziativa legale e sindacale a tutela dei lavoratori, comprese le azioni per il risarcimento degli eventuali danni derivanti dal ritardo nel pagamento delle retribuzioni.