Ha superato quota 2.500 visitatori nel primo mese la mostra dedicata al Ratto delle Sabine di Pietro da Cortona, allestita a Rieti nella Sala degli Specchi. L’esposizione proseguirà fino al 30 maggio 2027, con un calendario di iniziative pensate per ampliare la partecipazione e rafforzare l’offerta culturale della città.
Il dipinto, uno dei capolavori dell’arte barocca, è arrivato per la prima volta fuori da Roma grazie alla collaborazione con i Musei Capitolini, che lo custodiscono abitualmente. La sede romana non è attualmente accessibile al pubblico: la presenza dell’opera a Rieti ha quindi permesso di renderla nuovamente visibile, valorizzando anche il legame tra il soggetto del quadro e le radici sabine evocate dal titolo.
Ingresso gratuito e iniziative per il pubblico
Fino al 31 dicembre la visita sarà gratuita e comprenderà un’audioguida multilingue. L’obiettivo è favorire l’accesso sia dei residenti sia dei turisti, accompagnando l’esposizione con momenti di approfondimento e concerti dedicati alla musica barocca.
È inoltre già iniziata l’attività didattica rivolta alle scuole. Diverse classi hanno prenotato la visita per offrire agli studenti un’esperienza diretta con la storia dell’arte e con un’opera normalmente conservata nella collezione dei Musei Capitolini.
La Sala degli Specchi riaperta alla città
La tela è esposta nella Sala degli Specchi, spazio tornato a disposizione dei cittadini dopo oltre vent’anni di chiusura. L’allestimento è stato concepito in forma minimalista, così da lasciare al dipinto il ruolo centrale e ridurre al minimo gli elementi capaci di distogliere l’attenzione dalla sua forza espressiva.
L’assessore comunale alla Cultura Letizia Rosati ha interpretato il risultato dei primi trenta giorni come un segnale positivo per il progetto e per la capacità del territorio di attrarre pubblico attraverso la cultura. Secondo l’amministratrice, l’iniziativa unisce il legame dell’opera con l’identità sabina alla possibilità di avvicinare residenti e visitatori a un dipinto di rilievo nella storia dell’arte italiana.
La proroga fino alla primavera del 2027 consentirà di consolidare il risultato raggiunto attraverso nuovi appuntamenti culturali e percorsi dedicati alle scuole. Il progetto punta così a fare della presenza del Ratto delle Sabine non soltanto un’esposizione temporanea, ma anche un’occasione per valorizzare uno spazio storico restituito alla città e rafforzare l’attrattività culturale di Rieti.