Il regolamento intercomunale per l’accesso alla montagna torna al centro del confronto politico a Cantalice. Dopo le osservazioni dei consiglieri di minoranza, l’Amministrazione comunale ha diffuso una nota per illustrare finalità e contenuti del provvedimento, elaborato insieme ai Comuni di Poggio Bustone, Rivodutri e Leonessa, prima del commissariamento.
Le ragioni del provvedimento
Secondo la maggioranza, la disciplina nasce dalla necessità di affrontare in modo coordinato le criticità legate alla frequentazione delle aree montane. Il regolamento punta a limitare il transito indiscriminato dei mezzi motorizzati, comprese automobili, motocicli e ciclomotori, per contrastare il deterioramento della viabilità minore, i danni ai fondi e ai sentieri e le possibili situazioni di pericolo per chi vive e lavora in montagna.
Le singole amministrazioni individueranno le zone interessate attraverso cartografia ufficiale e apposita segnaletica, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa. L’obiettivo, chiarisce il Comune, non sarebbe quindi quello di impedire l’accesso alla montagna, ma di disciplinare la circolazione nelle aree più esposte al passaggio non regolamentato.
Le deroghe previste
Il testo introduce regole comuni per l’accesso motorizzato e prevede deroghe per diverse categorie. Tra queste figurano residenti, forze dell’ordine e soccorritori, oltre ai titolari di diritti di uso civico, agli allevatori nei casi stabiliti, agli operatori autorizzati e alle persone con disabilità.
L’Amministrazione sostiene che la richiesta di una disciplina più precisa provenga anche da allevatori, cacciatori, titolari di usi civici e cittadini che frequentano abitualmente le zone montane. La regolamentazione, nella ricostruzione fornita dal Comune, dovrebbe permettere di tutelare i percorsi e i terreni senza compromettere le attività di chi utilizza quei luoghi per lavoro, necessità o consuetudine.
La nota replica inoltre alle contestazioni sulla modalità del confronto. Il Comune afferma che le osservazioni della minoranza potranno essere valutate nel merito, ma ribadisce la necessità di intervenire sulle criticità segnalate da chi vive quotidianamente la montagna. La collaborazione tra i quattro enti viene indicata come un passaggio utile per costruire una disciplina condivisa, evitando provvedimenti separati e potenzialmente disomogenei.
La posizione dell’Amministrazione è riassunta nella necessità di mantenere la montagna accessibile, rendendo però l’accesso compatibile con la sua tutela. Il provvedimento viene così presentato come uno strumento rivolto alla salvaguardia del patrimonio ambientale, culturale ed economico del territorio e alla sua conservazione per le generazioni future.