Controlli internazionali

Un trentenne fermato a Poggio Mirteto con mandato croato

La condanna riguarda fatti del 2018: trasferimento nel penitenziario reatino in attesa degli adempimenti previsti

Un trentenne fermato a Poggio Mirteto con mandato croato

Un trentenne della Bassa Sabina, ricercato sulla base di un Mandato di arresto europeo emesso dalle autorità croate, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Poggio Mirteto. L’uomo deve scontare una pena residua di otto mesi di reclusione per una condanna relativa a fatti commessi in Croazia.

L’arresto è avvenuto nel tardo pomeriggio, durante un normale servizio di controllo del territorio. La pattuglia dell’Arma ha rintracciato il trentenne e ha proceduto alle verifiche previste attraverso le banche dati delle forze di polizia. Dagli accertamenti è emersa la presenza del provvedimento restrittivo internazionale a suo carico.

Il mandato emesso in Croazia

Il mandato di arresto europeo è stato emesso dal Tribunale comunale di Sebenico, in Croazia. Il provvedimento riguarda una condanna per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, riferita a episodi avvenuti sul territorio croato nel 2018. Per quella vicenda, l’uomo deve ancora espiare otto mesi di carcere.

Al termine delle formalità negli uffici della Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto, il trentenne è stato trasferito nella Casa circondariale di Rieti. Qui rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria competente, mentre proseguiranno gli adempimenti previsti dalla procedura per l’esecuzione del mandato di arresto europeo.

Le procedure per la consegna

Dovranno ora essere definite le modalità relative alla possibile consegna dell’arrestato alle autorità croate, secondo quanto stabilito dalla normativa applicabile ai provvedimenti giudiziari emessi dagli Stati aderenti alla procedura. L’esito delle verifiche effettuate a Poggio Mirteto ha consentito di individuare il destinatario del mandato durante un’attività ordinaria di perlustramento.

L’intervento rientra nei servizi di controllo del territorio svolti dai Carabinieri. Le consultazioni delle banche dati permettono infatti di verificare l’eventuale presenza di provvedimenti restrittivi nazionali o internazionali a carico delle persone sottoposte a controllo, compresi quelli emessi da autorità giudiziarie straniere.