Visita istituzionale

Mattarella ad Amatrice: scuola e ricostruzione dopo dieci anni

Il Capo dello Stato richiama l’integrazione e depone una corona, mentre il report ActionAid segnala ritardi nelle opere pubbliche.

Mattarella ad Amatrice: scuola e ricostruzione dopo dieci anni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato ad Amatrice il 21 settembre per l’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico 2026/2027. La cerimonia nazionale Tutti a scuola si è svolta in un territorio ancora segnato dalle conseguenze del terremoto del 2016 e ha riportato al centro del dibattito il ruolo della scuola nell’integrazione degli alunni di origine straniera.

Nel corso dell’iniziativa, il Capo dello Stato ha definito la scuola la più efficace leva di integrazione, richiamando l’articolo 34 della Costituzione. Mattarella ha sottolineato l’importanza di mantenere le aule aperte a tutti, per evitare la formazione di ghetti. Il tema si inserisce nella discussione sulle proposte ministeriali relative a un tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe.

La presenza degli studenti stranieri

La possibile applicazione rigida della percentuale è stata contestata da amministratori locali e sindacati della scuola, soprattutto per le difficoltà organizzative nei piccoli comuni e nei quartieri con una forte presenza migratoria. Secondo le obiezioni, l’assenza di deroghe per le aree più fragili potrebbe contribuire alla chiusura di sezioni scolastiche che sopravvivono anche grazie alla presenza di famiglie straniere stabilizzate sul territorio.

Nelle scuole pubbliche della provincia di Rieti, gli studenti senza cittadinanza italiana rappresentano il 10,7% della popolazione scolastica. Il dato è vicino alla media del Lazio, indicata intorno all’11% su circa 85 mila iscritti, e a quella nazionale. A livello italiano, il 65,4% degli alunni stranieri è costituito da seconde generazioni, cioè bambini e ragazzi nati e cresciuti in Italia.

Negli ultimi 25 anni la presenza di studenti stranieri è aumentata, ma nel territorio non risultano classi con oltre il 30% di giovani provenienti dall’estero né particolari difficoltà linguistiche tra gli alunni presenti. Il risultato viene collegato alle iniziative rivolte alle famiglie straniere per favorire l’apprendimento dell’italiano, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne. La scuola viene così descritta anche come presidio di coesione sociale e come servizio essenziale per contrastare lo spopolamento.

La ricostruzione ancora incompleta

La visita ha avuto anche un forte valore simbolico in vista del decimo anniversario del terremoto del 2016. Durante la giornata Mattarella ha deposto una corona di fiori al monumento dedicato ai Caduti del sisma, nel Parco Comunale Padre Giovanni Minozzi. Il gesto ha richiamato l’attenzione sui tempi della ricostruzione pubblica, ancora lontana dal completamento.

Secondo il report curato da ActionAid sulla base di dati ottenuti tramite accesso agli atti e aggiornati al 30 aprile 2026, gli interventi programmati nel cratere sono 3.667, per un valore complessivo superiore a 4,85 miliardi di euro. Il 66,3% delle opere si trova ancora in una fase precedente all’avvio materiale dei lavori, mentre il 33,6% è entrato nella fase esecutiva o risulta completato.

I ritardi riguardano Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, con percentuali particolarmente elevate nel Lazio: il 69,7% degli interventi, pari a 365 opere, non ha ancora raggiunto una fase avanzata. Ad Amatrice i cantieri non sono ancora partiti per 136 interventi su 172; ad Accumoli risultano ferme 64 opere su 86.

La situazione appare ancora più delicata per le infrastrutture destinate alla vita quotidiana delle comunità, tra scuole, palestre, università, municipi e strutture sanitarie e sociosanitarie. Su 767 interventi, soltanto 235, pari al 30,6%, hanno raggiunto almeno l’avvio dei lavori e appena 77, il 10%, sono arrivati al collaudo. Tra i casi citati figura l’ospedale di Amatrice, la cui inaugurazione viene annunciata da anni senza che l’opera sia stata resa disponibile. I ritardi incidono sulle prospettive delle famiglie e sulla permanenza di anziani e persone vulnerabili nelle aree colpite dal sisma.