Vertenza industriale

Birra del Borgo, chiude il sito di Borgorose: 27 licenziamenti

Il gruppo AB InBev interrompe le attività nella Piana di Spedino, mentre il territorio teme nuove conseguenze occupazionali.

Birra del Borgo, chiude il sito di Borgorose: 27 licenziamenti

Sinistra Italiana-AVS di Rieti interviene sulla vertenza legata alla chiusura dello stabilimento di Birra del Borgo nella Piana di Spedino, a Borgorose. La cessazione delle attività coinvolge 27 lavoratori e, secondo la formazione politica, rischia di aggravare la crisi occupazionale e lo spopolamento del territorio del Cicolano.

Nel comunicato, il partito mette a confronto i risultati economici di Anheuser-Busch InBev, multinazionale belga-americana proprietaria del marchio, con le conseguenze della chiusura per dipendenti e famiglie. Sinistra Italiana-AVS sostiene che gli utili del gruppo, indicati in quasi 6,8 miliardi di dollari, non si siano tradotti in sviluppo per Borgorose, dove la procedura di licenziamento collettivo lascerebbe un impianto industriale inutilizzato.

La storia dello stabilimento

La vicenda viene ricostruita dal partito lungo una parabola iniziata nel 2005, con la fondazione del birrificio e la produzione di etichette come ReAle e Duchessa, quest’ultima realizzata anche con farro locale. Tra il 2009 e il 2015 fu realizzato lo stabilimento nella Piana di Spedino, considerato un presidio occupazionale importante per un’area segnata dal rischio di spopolamento.

La svolta arrivò nell’aprile 2016, con l’acquisizione del 100 per cento delle quote da parte di AB InBev. Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, tra il 2018 e il 2021 la produzione si orientò maggiormente verso la grande distribuzione, anche con il lancio della lager Lisa, riducendo il legame percepito con la tradizione artigianale e con il territorio.

I primi tagli rilevanti, prosegue Sinistra Italiana-AVS, risalgono al gennaio 2022, quando 42 dipendenti furono licenziati e venne fermato il sito di Collerosso. La crisi sarebbe poi precipitata nel giugno 2026, con la comunicazione della cessazione totale delle attività motivata dalla proprietà con perdite strutturali. A settembre dello stesso anno, sempre secondo il comunicato, le trattative si sarebbero concluse senza un accordo.

Le richieste al territorio

La formazione politica critica inoltre l’atteggiamento della Regione Lazio e dell’amministrazione provinciale di Rieti, accusate di non aver dato seguito alle richieste di un tavolo di crisi strutturale. Tra le ipotesi discusse c’era anche la riconversione dello stabilimento in una cooperativa gestita dai lavoratori, proposta che, secondo Sinistra Italiana-AVS, sarebbe stata respinta dalla proprietà.

Nel comunicato viene richiamata anche la diversa applicazione degli incentivi: la vicina Marsica, in Abruzzo, beneficia delle agevolazioni della ZES Unica, mentre Borgorose ne resta esclusa. Per il partito, questa situazione avrebbe ridotto le possibilità di attrarre nuovi investitori e di rilanciare il sito. Davanti ai cancelli, i dipendenti hanno collocato finte lapidi dedicate alle birre storiche del marchio, come gesto simbolico contro la chiusura. Sinistra Italiana-AVS descrive infine l’area come lasciata con un impianto vuoto e 27 posti di lavoro cancellati.