Il problema delle aree interne non si esaurisce nello spopolamento. A pesare, secondo il vescovo di Rieti Vito Piccinonna, è anche il senso di abbandono vissuto da comunità che incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali.
Il confronto tra i vescovi
La riflessione è stata affidata dal presule al rientro dal Forum dei vescovi sulle aree interne, svoltosi a Benevento il 31 agosto e il 1° settembre. L’incontro ha posto al centro la condizione dei territori più fragili e le conseguenze che la riduzione della popolazione produce sulla vita quotidiana delle comunità.
Per Piccinonna, il fenomeno deve essere letto oltre il dato demografico. Lo spopolamento si accompagna alla percezione di una progressiva penalizzazione nell’accesso a servizi fondamentali, con ricadute sul tessuto sociale e sulla capacità dei territori di mantenere una prospettiva di sviluppo.
Il ruolo della Chiesa
Da qui la necessità, sottolineata dal vescovo di Rieti, di non separare l’azione ecclesiale dalle dinamiche territoriali, economiche e sociali. La presenza della Chiesa, nella sua impostazione, deve misurarsi con i problemi concreti delle comunità e con le condizioni che alimentano il senso di marginalità.
Il tema delle aree interne viene quindi ricondotto a una responsabilità condivisa, che riguarda non soltanto la permanenza delle persone nei piccoli centri, ma anche la possibilità di accedere ai servizi e di preservare relazioni sociali, opportunità e forme di partecipazione. La posizione espressa da Piccinonna si inserisce nel confronto avviato tra i vescovi sulle difficoltà dei territori più esposti allo spopolamento.