Guida pratica

Come ridurre gli acquisti sbagliati nel guardaroba

Controlli, misure e valutazioni aiutano a scegliere capi più adatti e a contenere resi e spese inutili.

Come ridurre gli acquisti sbagliati nel guardaroba

Entrare in un negozio senza sapere che cosa manca davvero nel proprio guardaroba può trasformare un acquisto in una spesa inutile. La fretta, le luci dei camerini e l’attenzione concentrata sul prezzo scontato portano spesso a scegliere capi che rimangono inutilizzati, anche con il cartellino ancora attaccato dopo mesi.

La preparazione prima dell’acquisto

Il primo controllo va fatto a casa, aprendo l’armadio e separando i vestiti indossati negli ultimi trenta giorni da quelli rimasti inutilizzati. Occorre poi elencare le situazioni della settimana abituale, dall’ufficio alle cene, dallo sport agli eventi formali, per capire quali occasioni vengono affrontate sempre con lo stesso capo o con soluzioni di ripiego.

Da questa verifica nasce una lista di necessità, non di desideri. Prima di uscire è utile fissare anche il budget massimo, individuare i colori già presenti in quantità e considerare le scarpe con cui il nuovo capo dovrebbe essere abbinato. Provare un pantalone con calzature diverse da quelle utilizzate normalmente può infatti restituire una valutazione poco attendibile della vestibilità.

Vestibilità e convenienza

Un filtro semplice consiste nel verificare se il capo può essere abbinato ad almeno tre elementi già presenti nell’armadio. Devono essere capi reali, di cui si conoscono colore e vestibilità. Se per rendere utilizzabile un acquisto è necessario comprarne subito un altro, la spesa rischia di trasformarsi in una catena di acquisti. Un indumento versatile, anche se meno originale, può avere una frequenza d’uso maggiore rispetto a un pezzo più particolare.

In camerino la taglia non deve essere considerata una misura assoluta, perché varia tra marchi e modelli. La cucitura della spalla dovrebbe cadere sull’osso; bisogna poi alzare le braccia, sedersi e controllare eventuali tensioni del tessuto. Per i pantaloni vanno osservati il punto vita e il cavallo, mentre maniche e orli devono essere valutati in relazione alle modifiche possibili. Un ulteriore controllo è guardarsi fuori dal camerino, sotto la luce del negozio o vicino a una vetrina.

Per capire se una spesa è davvero conveniente si può calcolare il costo per utilizzo, dividendo il prezzo per il numero realistico di volte in cui si prevede di indossare il capo nell’arco di un anno. Un cappotto da 400 euro usato con frequenza può costare meno, per singola occasione, di una giacca da 90 euro indossata soltanto quattro volte. La stima dovrebbe basarsi sulle abitudini dell’anno precedente, non su intenzioni difficili da mantenere.

Negli acquisti online il controllo deve avvenire prima dell’ordine. È consigliabile misurare torace, vita, fianchi, cavallo interno e lunghezza del braccio, confrontando i dati con la tabella del singolo prodotto. Anche la composizione del tessuto e le recensioni di persone che indicano altezza e taglia possono aiutare a ridurre gli errori. Secondo la ricerca Returns@Yocabe, realizzata con gruppi di ricerca di Sapienza e UnitelmaSapienza, in Italia il tasso di reso nell’abbigliamento online è del 14,7%, contro il 59% della Germania e una media europea intorno al 42%.

Per gli acquisti a distanza il Codice del Consumo riconosce quattordici giorni per esercitare il diritto di recesso, a partire dalla consegna del bene. Le spese di restituzione possono restare a carico dell’acquirente se questa condizione è stata comunicata prima dell’acquisto.

Una procedura di questo tipo può non essere sufficiente quando cambia il corpo o il lavoro, quando si deve affrontare un evento con un codice di abbigliamento poco conosciuto oppure quando si rimandano gli acquisti per lungo tempo accumulando soluzioni provvisorie. In questi casi può essere valutato il ricorso a un professionista. Nel testo viene citato anche il servizio di personal shopper di ArtiziaStyle, curato dalla consulente di immagine Lucrezia Canossa, come esempio di accompagnamento in presenza o per gli acquisti online. Anche in questo caso, la lista delle necessità preparata a casa resta il punto di partenza per rendere più efficace la consulenza.