Prosegue il confronto sull’area ricreativa di Valle della Fonte, a Capradosso, dove si contrappongono l’amministrazione comunale e l’associazione Pro Capradosso, realtà che in passato ha curato il recupero del rifugio e la realizzazione di parte delle strutture presenti nella zona. Con una nota, l’associazione interviene per ricostruire la vicenda e spiegare le ragioni che portarono alla donazione dell’area al Comune.
Secondo Pro Capradosso, il dibattito potrebbe comunque contribuire a richiamare l’attenzione sulla montagna e a far conoscere meglio il territorio. L’associazione invita però a partire dai fatti e rivendica il proprio ruolo nella nascita dell’attuale spazio ricreativo: il gruppo, afferma, avrebbe restaurato il rifugio e realizzato l’area destinata alla fruizione della comunità.
La donazione al Comune
Al termine dell’esperienza associativa, il gruppo dirigente della Pro Capradosso decise di trasferire la proprietà dell’area al Comune. La scelta, spiega l’associazione, era legata alla volontà di garantire la continuità dell’utilizzo gratuito delle strutture. Proprio questo sarebbe stato l’elemento centrale alla base della donazione, che secondo la nota non sarebbe stato rispettato dall’amministrazione comunale.
La Pro Capradosso contesta anche i riferimenti a un presunto stato di abbandono. L’associazione ricorda che la donazione formale risale al 2024 e invita a distinguere tra l’area ricreativa e il rifugio. La prima, sostiene, era fruibile, mentre le condizioni del rifugio venivano descritte come particolarmente degradate. Nella ricostruzione dell’associazione, inoltre, la gestione del rifugio sarebbe sempre rimasta direttamente in capo al Comune.
I chiarimenti richiesti
Un altro punto sollevato nella nota riguarda quanto riportato in un articolo del Corriere di Rieti pubblicato il 19 agosto. Pro Capradosso chiede al sindaco di chiarire il presunto contributo dell’associazione Insieme a Luciano aps ai lavori di miglioramento dell’area. L’associazione pone quindi un’alternativa: il contributo non sarebbe stato versato oppure sarebbe stato fornito mentre i lavori risultavano affidati a un’impresa e prima della loro recente riconsegna.
La Pro Capradosso respinge infine l’ipotesi di una contrapposizione tra realtà associative. Pur non esistendo più da anni, l’associazione afferma che restano attivi i suoi custodi della memoria e rivendica il valore dell’impegno svolto in passato. La nota si conclude con un richiamo al rispetto verso chi mette a disposizione il proprio tempo per la comunità e con un passaggio polemico rivolto a chi, secondo l’associazione, continua ad alimentare divisioni e timori.