Territori interni

Tecnologia e formazione per rilanciare i piccoli borghi

A Nespolo sarà presentato un piano decennale con laboratori, residenze e nuove opportunità professionali

Tecnologia e formazione per rilanciare i piccoli borghi

Domenica 16 agosto alle 11, nella Sala Comunale di Nespolo, in provincia di Rieti, si terrà il convegno dedicato alla rigenerazione digitale dei piccoli borghi. L’incontro sarà incentrato sul rapporto del Centro Studi della Fondazione Olivetti, intitolato TeR 2030/2040, e sul ruolo che ricerca, formazione e tecnologie emergenti possono svolgere nel contrasto allo spopolamento.

Il convegno sarà moderato dalla giornalista e saggista Maria Grazia Di Mario. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Nespolo, Luigino Cavallari, sono previsti gli interventi di Massimiliano Nicolini, della Fondazione Olitec, dell’ex europarlamentare Oscar Lancini, del senatore Antonio Trevisi, presidente della Commissione Finanze, di Selene Giupponi, segretario di WomanaCyber, e di Andrea Battistoni, della Presidenza del Consiglio.

Il modello proposto

La strategia illustrata da Olitec – Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca punta a trasformare i piccoli comuni da territori da preservare a luoghi nei quali tornare a vivere, studiare, lavorare e investire. Il rapporto, destinato alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, individua nella ricerca, nella formazione avanzata e nelle tecnologie emergenti possibili strumenti per creare nuove opportunità e rendere più stabile la presenza di residenti e professionisti.

La Fondazione riferisce di avere già attivi otto centri in piccoli borghi. Tra le esperienze citate c’è quella di Collalto Sabino, dove la presenza di giovani, ricercatori e attività formative è stata indicata come esempio della funzione territoriale che può assumere un centro tecnologico. Il rapporto sottolinea l’importanza del rapporto con le comunità locali: l’innovazione può suscitare inizialmente diffidenza, ma lavoro e risultati concreti possono favorire il dialogo con cittadini e istituzioni.

Il progetto per Nespolo

La prospettiva indicata per Nespolo riguarda il periodo 2030-2040, quando sarebbe prevista l’attivazione di un centro residenziale di formazione dedicato alle tecnologie nucleari e spaziali. Il progetto comprenderebbe 120 posti letto, laboratori, percorsi scientifici, partner accademici e opportunità professionali.

Per un comune di poche centinaia di abitanti, una struttura di questo tipo potrebbe determinare una presenza quotidiana superiore a quella attuale, con ricadute sulla domanda di abitazioni, servizi, trasporti, commercio e nuove professionalità. L’obiettivo, secondo il rapporto, non è limitarsi a favorire arrivi temporanei, ma creare le condizioni perché giovani, famiglie, imprese e professionisti possano stabilirsi in modo duraturo.

La proposta attribuisce quindi alla tecnologia una dimensione fisica e territoriale, attraverso laboratori, centri di formazione, infrastrutture e competenze capaci di sostenere nuove filiere economiche. La sfida indicata per l’Italia è individuare, per ogni piccolo comune, una funzione e una ragione per essere abitato, utilizzando ricerca e innovazione in modo etico e al servizio delle comunità.